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Casa di accoglienza per minori fino da 0 a 11 anni

Casa di accoglienza per Madri e Minori

Disponibilità di Pronto Intervento

 
  
 
 

 
 
Progetto Educativo Comunitą Ballerini - Madre Bambino

All'interno delle problematiche inerenti al mondo femminile e/o familiare, sta sempre più emergendo la necessità di reperire luoghi atti a dare accoglienza a donne, ragazze, mamme con bambini nei momenti di maggior crisi, o di rottura, dei rapporti familiari o di
coppia. L'esperienza acquisita in questi ultimi anni ha evidenziato che la mancanza di risposte tempestive ed adeguate di fronte all'insorgenza del disagio familiare ha generato il rapido deterioramento dei rapporti, tanto da produrre situazioni sempre più difficili e con scarse probabilità di soluzione.  E' il caso di famiglie nelle quali i rapporti affettivi, sociali e comportamentali non permettono relazioni piane e costruttive ma che, invece, possono sfociare in violenze, sia sui minori che sul partner.
Il conseguente allontanamento del minore, o della madre e dei minori, necessita di un’immediata accoglienza in un luogo protetto e in grado di dare una prima risposta al problema.
La nostra struttura è una casa famiglia per donne gravide e mamme, nata per accogliere e sostenere le ospiti, e per aiutarle a comprendere e condividere il progetto proposto dai Servizi Sociali di provenienza. La struttura volutamente accoglie due comunità: l’una per mamme e bambini, l’altra solo per minori. La scelta d’alcuni spazi comuni vuole aiutare minori e mamme ad interagire tra loro essendo una risorsa l’uno per l’altro. A sostenere l’equilibrio tra le due comunità è l’equipe educativa
finalità
L'associazione, per mezzo dei suoi operatori, si impegna affinché la persona, adulta o minore, percorra un cammino di progressiva, anche se dolorosa, presa di coscienza della situazione, la elabori per arrivare ad intuire, anche nel poco tempo che passerà con noi, l'importanza d’essere donna-persona che porta in se dignità e diritti. Raggiunta questa importante tappa, l’ospite potrà, sempre sorretta ed aiutata, cominciare a tentare di programmare una nuova vita autonoma. Questo è il fine primario della nostra Casa.
Per raggiungere i fini di cui sopra, vi sono percorsi educativi, differenziati a seconda della persona coinvolta e degli obiettivi da raggiungere, indicati e specificamente preparati dai Servizi Sociali da cui proviene l'ospite. La nostra azione, relativamente al progetto personale, sarà quella del sostegno e dell'accompagnamento.  Poiché la tipologia dell'utenza della Casa è piuttosto varia, i progetti di aiuto saranno diversi ma si riconosceranno sempre nel fine ideale che ci siamo proposti: il riconoscimento della dignità dell'individuo e la costruzione della persona.

Strumenti

II primo momento da vivere sarà l'accoglienza: nella semplicità del saluto di benvenuto sarà evidente il nostro desiderio di accettare l'ospite nella sua totalità, con le sue potenzialità e i suoi problemi. L'ascolto sarà rispettoso, darà la possibilità di lasciar emergere le emozioni e il dolore per poter capire senza giudicare o decidere. Ci metteremo in attesa rispettando i tempi propri di ogni persona.
Lo strumento più importante a nostra disposizione è l'osservazione che si attua tramite momenti di condivisione, di dialogo, di vicinanza quotidiana.
Responsabile della casa è il coordinatore dell’equipe educativa a lui fanno riferimento sia gli educatori che i volontari di entrambe le comunità accolte.  Gli educatori vigilano perché l'ospite accetti e rispetti il regolamento della Casa, e le norme dettate dal Servizio Sociale nel suo progetto personale. Questo progetto è reso operativo con l’attiva collaborazione degli educatori.
L’equipe educativa della comunità madre e bambino formata: dal coordinatore, dagli educatori e dal consulente psicologico, lavorerà a stretto contatto con l’equipe educativa della comunità minori. Le due comunità avendo spazi comuni tra loro richiedono l’interazione e lo scambio continuo di idee e confronti. Per consentire questo scambio il responsabile della casa Don Andrea, e il coordinatore, saranno comuni a tutte due le comunità.
Le   volontarie,  accettato   il Regolamento che le riguarda, non hanno responsabilità diretta sulle ospiti: la loro prima referente rimane il Responsabile. La presenza delle volontarie è essenzialmente  educativa e assistenziale: non si sostituiscono assolutamente agli educatori ma il loro compito è quello di aiutare e sostenere nelle mansioni quotidiane le ospiti. Il senso di responsabilità degli educatori e dei volontari, la gioia condivisa, il non giudicare,  il sentire e il tacere, trasmetteranno alle ospiti un nuovo modo di affrontare la loro vita.
Gli educatori vigilano affinché ciascuna mamma si prenda cura del proprio bambino, senza tentare di sostituirsi a lei; essi non si sostituiscono alle ospiti, nemmeno nelle faccende quotidiane, ma si premurano di educarle a prendersi cura di se stesse, della loro camera, degli spazi comuni: fare insieme è un modo per trasmettere amore e interesse per la vita.
Gli educatori si ritrovano in equipe settimanale con il coordinatore e il responsabile della casa per verificare il progetto personale individualizzato di ogni ospite; inoltre quindicinalmente si ritrovano con lo psicologo per attività di supervisione.
Le volontarie sono impegnate, durante tutto l'anno, in vari momenti di formazione, sia per quanto riguarda la propria maturazione personale che su argomenti specifici del servizio e dell'accompagnamento delle ospiti.

Modalità di accoglienza

L'Ente pubblico o caritativo inoltrerà domanda di accoglienza tramite fax, in risposta ed accettazione del nostro fax di presentazione della Casa in cui sono elencate le rette, le tipologie delle ospiti e, sinteticamente, il nostro regolamento.
Il fax di richiesta sarà sottoposto, possibilmente in giornata, alla nostra equipe di accoglienza.
Questo gruppo, composto dal Responsabile, dall'educatrice e dalla psicologa  ha il compito di valutare le richieste di accoglienza che pervengono, tenendo conto della disponibilità dei letti e della situazione delle ospiti già presenti nella casa.  L'esito di questo osservazione, sia in caso positivo che non, sarà immediatamente comunicato al richiedente per poter dare inizio alle pratiche relative.

Rapporti con il territorio

Il  nostro operare nella Casa è fortemente collegato con il  territorio cittadino. Questo permette all'Associazione di attivarsi per aiutare, nei limiti delle proprie possibilità, le donne a reinserirsi nella realtà sociale e lavorativa attraverso azioni concrete, quali ricercare una casa ed un lavoro stabile. L'Associazione si avvale dei servizi di carattere sanitario, educativo ed assistenziale esistenti sul territorio, sostenere l'inserimento delle ospiti in altre strutture se la loro situazione le richiede e offrire ai minori la possibilità di inserimento scolastico nelle strutture del territorio. La supervisione di tutto resta affidata alla Responsabile e a Consulenti.

II Progetto di base della nostra Casa sarà costantemente verificato, con la disponibilità a variazioni per quanto riguarda gli obiettivi e gli strumenti: le persone cambiano, i bisogni si trasformano e, di conseguenza potrà essere necessario adeguare i mezzi e i modi per raggiungere le finalità che ci proponiamo.

Progetto Educativo Comunitą Ballerini - Minori

Il progetto educativo

Come nelle camminate in montagna, anche per il percorso della vita è necessario avere un buon equipaggiamento

La Giacca a vento: il contesto familiare

Il calore della famiglia rappresenta, per un bambino, la copertura e la protezione necessarie perché cresca nella maniera più equilibrata e serena possibile. Nel momento in cui la casa famiglia si sostituisce temporaneamente al contesto familiare, è importante che diventi la sua “giacca a vento”; crediamo, infatti, sia nostro compito offrire il più possibile quella regolarità di vita e di cura che i genitori sanno dare e che sono fondamentali per il benessere del minore. La scelta di non ospitare più di sei minori per ogni casa famiglia, nasce dal desiderio di mantenere dimensioni familiari, in cui la presenza di figure di riferimento adulte permetterà al bambino di sperimentare la bellezza di relazioni significative d’aiuto alla crescita. La relazione educativa sarà lo strumento di lavoro quotidiano con cui il minore potrà sperimentare una relazione positiva che permette di esprimere, contenere e riconoscere le proprie emozioni collegate al momento particolare che è chiamato a vivere. Vogliamo ricreare un clima familiare, caldo, empatico, che risponda al bisogno del minore di sentirsi accolto e di vivere il nuovo ambiente come “casa sua”, l’allegria e la vivacità cercheranno di alleggerire le difficoltà che il bambino, necessariamente, dovrà affrontare per inserirsi in un nuovo contesto di vita e gli permetteranno di sperimentare una nuova sensazione di fiducia, primo passo verso la riconquista dei propri spazi e dei propri sentimenti, ma soprattutto lo aiuterà a crescere in modo armonioso e sereno. Allo stesso tempo, convinti che la permanenza all’interno di una comunità debba rappresentare un intervento a termine, solamente un passaggio, e non una sistemazione definitiva, il lavoro dell’èquipe partirà sempre dalla prospettiva del rientro, se possibile, o comunque di un mantenimento dei rapporti con la famiglia naturale, perché rispettare la storia personale del bambino significa farsi carico anche delle problematiche della famiglia d’origine. Infine, ma non meno importante, la comunità intende creare una rete di famiglie affidatarie disponibili all’accoglienza dei minori, sia per brevi periodi (periodo estivo, fine settimana, festività) sia per periodi più lunghi, sempre sotto supervisione e costante supporto da parte dell’èquipe educativa, per dare ai minori, là dove possibile, l’occasione di vivere e sperimentare un ambiente famigliare ancora più intimo e ristretto.

Lo zaino: il bagaglio personale

Il tempo di permanenza all’interno della comunità, il più breve possibile adeguatamente ai bisogni del minore, deve permettere alla bambina o al bambino di acquisire gli strumenti necessari per il raggiungimento di autonomia e serenità. Questi strumenti rappresentano una sorta di bagaglio che, inserito nello zaino delle capacità personali, consente la reintegrazione del bambino in un percorso di vita indipendente e relazionale.
Per questo il progetto personalizzato prevede un lavoro sulle quattro aree fondamentali per la crescita:

Psicologica: l’allontanamento dalla propria famiglia è un evento sempre traumatico che genera ferite profonde cui si deve porre rimedio. L’accettazione della propria condizione non è facile per un bambino che vive il dolore della separazione, per questo motivo particolare attenzione sarà riservata al suo inserimento nella Casa Famiglia. Il momento dell’ingresso sarà accompagnato da uno psicologo con l’intento di favorire l’adattamento più spontaneo possibile del minore al nuovo contesto di vita.

Culturale: molta attenzione sarà riservata alla crescita culturale del minore, non solo per quanto concerne l’aspetto scolastico, ma anche per quanto riguarda l’individuazione e il potenziamento di interessi e capacità personali, favorito da un ambiente propositivo e ricco di stimoli. Per questo verranno proposte varie attività incentrate sull’utilizzo dell’arte (musica, teatro, disegno, laboratori creativi) come strumento di libera espressione della propria interiorità.

Sociale: la capacità di relazionarsi con il mondo adulto e con i coetanei è fondamentale per la crescita sociale, intesa come apertura del minore alla relazione con gli altri. In quest’area di sviluppo, è fondamentale il rapporto con il gruppo di pari in cui il ragazzo si potrà sperimentare come “persona tra persone”. Per sostenere il naturale sviluppo delle capacità relazionali di ogni minore l’intervento riguarderà due ambiti: il rafforzamento della coesione del gruppo che vive la quotidianità della Casa Famiglia, attraverso attività che migliorino la relazione esistente tra i membri, grazie ad una serie di laboratori organizzati e condotti della psicologa seguendo le esigenze e le potenzialità dei bambini presenti. Il secondo permetterà ai minori di vivere le proposte del territorio instaurando relazioni costruttive anche all’esterno della Casa Famiglia.

Fisica: la crescita fisica del minore si accompagna naturalmente a quella cognitiva e sociale, permettendone uno sviluppo armonico. Verrà dato molto spazio allo sport, in grado di educare e insegnare valori importanti, dando ai bambini la possibilità di partecipare ad attività sportive presenti sul territorio canturino e in grado di rispondere in modo adeguato ai loro desideri.

La cordata: i compagni di viaggio

Grande attenzione viene data ai rapporti dei minori tra i coetanei e con gli adulti, convinti che è soprattutto attraverso le relazioni significative che i bambini imparano a crescere ed apprendono i messaggi educativi. Allo stesso tempo, consapevoli di costituire solamente un nodo della rete d’interventi, azioni ed opportunità di crescita e di sviluppo individuale e sociale per il minore accolto, non vogliamo essere un luogo autosufficiente ed isolato, chiuso al territorio, ma anzi il progetto di ogni bambino terrà conto dei servizi e delle opportunità di aggregazione e di socializzazione che offre il contesto territoriale. I minori, laddove possibile, potranno sperimentare tutta una serie di esperienze di vita con i coetanei (vacanze estive, attività ludiche, sportive, ecc...) al di fuori della struttura, e costantemente seguiti da una figura educativa che sarà anche a disposizione e a supporto delle realtà che ospitano i minori. Allo stesso tempo grande importanza sarà data al volontariato, inteso non come risorsa da sfruttare, ma come valore e ricchezza per chi lo vive e per il Territorio: i volontari saranno costantemente seguiti dall’èquipe educativa, sia negli aspetti formativi, attraverso specifici corsi di formazione, sia negli aspetti psicologici e educativi che l’attività del volontariato comporta.

 
 
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